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Qualcosa di nuovo

  • Uscita:
  • Durata: 93min.
  • Regia: Cristina Comencini
  • Cast: Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Eduardo Valdarnini, Eleonora Danco
  • Prodotto nel: 2016 da RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA, CON RAI CINEMA
  • Distribuito da: 01 DISTRIBUTION
  • Tratto da: opera teatrale "La scena" di Cristina Comencini
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TRAMA

Lucia e Maria si conoscono da sempre. Due amiche che più diverse non si può. Lucia ha chiuso col genere maschile, Maria invece non riesce proprio a farne a meno. Una sera nel suo letto capita (finalmente!) l'Uomo perfetto. Bello, sensibile, appassionato, maturo. Il mattino però porta con sé incredibili sorprese e tra equivoci, grandi bugie e piccoli abbandoni Lucia e Maria si prenderanno una bella vacanza da se stesse. Forse quel ragazzo incontrato per caso è davvero l'Uomo che tutte cercano perché con le sue semplici teorie riesce a fare la vera radiografia delle loro vite, a buttare all'aria abitudini e falsi miti e a rivoluzionare ogni desiderio e ogni certezza.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Lucia e Maria sono amiche di vecchia data, seppure di carattere molto diverso. Lucia è delusa da un matrimonio finito male e decisa a non riprovarci; Maria al contrario è vivace ed estroversa, incapace di tenere un uomo a lungo. Una sera proprio Maria conosce in un locale Luca, un ragazzo di 19 anni, bello e sensibile. Passano la notte insieme e al mattino, quando Maria è già uscita, Luca, svegliatosi, incontra in casa Lucia e la scambia per la compagna della notte… All’origine c’è La scena , testo teatrale scritto da Cristina Comencini e messo in scena con successo nel 2014 con protagoniste Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti. Per la scrittura del copione invece insieme alla Comencini e a Giulia Calenda, c’è Paola Cortellesi, che dice di aver accettato volentieri l’incarico della scrittura per una sfida già provata in passato e intenzionata a ripetere. Sarebbe facile dire che le derivazione teatrale si sente fin troppo: gran parte dell’azione si svolge in interni, i personaggi di Lucia e Maria occupano quasi tutto lo spazio disponibile. Con vivacità e grande ritmo, bisogna dire. Perché tra le due donne si avvia una dialettica mista e imprevedibile fatta di cambi di umore, sorprese, e soprattutto con quella inarrestabile grazia di sanguigna voglia di stupire e di non arrendersi al prevedibile che caratterizza oggi molti atteggiamenti femminili. L’equivoco sul quale va avanti tutta la vicenda assume a poco a poco sfumature grottesche e imprevedibili, segnando anche il mutare di costumi e abitudini. Il rapporto uomo/donna si avvia ad affrontare cambiamenti antropologici decisivi e che segnano che codificano il variare e i modi di essere. Così il rapporto delle due donne con un diciannovenne acquista a poco a poco una crescente potenzialità di forza e di rottura degli schemi. In questa ottica la storia diventa plausibile e le varie reazioni hanno una logica giustificabile. L’impianto del film cresce di dinamismo, supportato, a livello di stile, da inquadrature aperte che allargano il ristretto spazio dei dialoghi ‘teatrali’ e sorreggono il frequente cambio di montaggio tra realtà e finzione. Nell’incontro tutto rivalità e amicizia delle protagoniste, Paola Cortellesi/Lucia vince quanto a capacità di cambiare umore e atteggiamento; Micaela Ramazzotti sorprende per il modo con cui restituisce la finta ingenuità e la furbizia di Maria.

  • Il Corriere della Sera

    Cristina Comencini sa che cinema e teatro nascono come gemelli monozigoti e quindi si diverte a giocare alla alternanza di modelli e stili: dopo 'Due partite', ora ha ridotto 'La scena' sua commedia di successo (...). Come vuole il marketing, nel film la distribuzione è cambiata e anche la morale, perdendo la claustrofobia psicologica. E il palleggio delle amiche (...) termina nel film con una non richiesta lezioncina morale (...) Eduardo Valdarnini, psicosomaticamente molto in parte (...). Le attrici, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, in epoca di frequenti, fortunate strane coppie, sono in gran forma. Nel trapasso, la storia ha guadagnato un po' di satira sociale da commedia italiana, ma ha perso quel grumo pirandelliano di personaggi in cerca d'autore che giustificava in scena il finale aperto verso lo sperato ricambio e contatto generazionale. II sesso fa da apripista a un dialogo spesso brillante, che polemizza coi luoghi comuni, dà l'insufficienza a tutto il genere maschile, ma attento a non superare il confine del gioco audace, premessa di un discorso più serio da intuire.

  • La Repubblica

    Mentre le attrici americane, Geena Davis in testa, continuino a lamentare la carenza di storie al femminile, i film con protagoniste donne sono sempre più numerosi. Il cinema italiano è all'avanguardia nella tendenza, potendo ormai contare su un parco di attrici da primo nome in cartellone; e questa sarebbe, di per sé, una cosa buona. La notizia meno buona è che si sta facendo strada una certa assuefazione al manierismo; e che anche il nuovo film di Cristina Comencini, regista e autrice di qualità, in qualche misera la subisce. (...) 'Qualcosa di nuovo' è quel che gli americani chiamano una comedy-drama: un intreccio tra commedia di strana coppia e commedia degli equivoci, però basato su due personaggi femminili non privi di caratteri drammatici. (...) A parte l'intenzione di far sorridere con i vari qui-pro-quo innescati dal malinteso, che le due donne per varie ragioni non chiariscono, i propositi sono chiari. Il film elabora una relazione a tre anticonvenzionale, travalicando il livello del sesso (niente frasi fatte sul 'toy boy', prego ) per interpellare lo spettatore su possibili modi di relazionarsi tra 'generi' al di là di quelli in uso. Anche il finale va, lodevolmente, in questa direzione; anziché scivolare nel moralismo in cui, quasi di certo, sarebbe incorsa una commedia americana sullo stesso soggetto. E tuttavia il film lascia insoddisfatti: soprattutto perché emana una complessiva mancanza di convinzione, un certo 'manierismo'. Un po' lo si sente nella regia corretta sì, ma come distratta nei suoi duetti in campo/controcampo e nei monologhi lasciati alle attrici, distribuiti un po' col bilancino. E un altro problema - spiace dirlo - sono proprio le interpreti (...). Più che dare volto a Lucia e Maria, sia Paola Cortellesi sia Micaela Ramazzotti ripropongono il loro repertorio consolidato; il che non fa troppo al caso di una storia nel corso della quale ciascuna dovrebbe subire una metamorfosi, diventando un po' anche l'altra.

  • La Stampa

    Il film risente di un copione che non sempre trova il giusto equilibrio, ma l'idea di partenza resta intrigante, le interpreti sono deliziose e la Comencini conosce bene l'arte di alternare divertimento ed emozione. Di Edoardo Valdarnini , per ora si può dire che è un Luca di fascino acerbo e disinvolto.

  • Il Fatto Quotidiano

    Commedia d'ispirazione teatrale già firmata dalla regista, 'Qualcosa di nuovo' non rinnova il genere e neppure lo esalta, lasciando in memoria solo due brave interpreti e la spettacolare voce della Cortellesi, versione canora.

  • Libero

    Piacerà agli ammiratori della Ramazzotti che constateranno con piacere che sa recitare anche se a guidarla non è Virzì. Qui la conduce la Comencini che per i ritmi, le battute, le gag di prima mano riesce a rimandarci simpaticamente (e volutamente) alle commedie sofisticate della Hollywood degli anni d'oro. Peccato che i caratteristi non siano quelli d'antan.

  • Il Giornale

    Risaputa commedia rosa che si trascina sull'incredibile equivoco iniziale. (...) Meglio la spumeggiante Paola Cortellesi della ciondolante Micaela Ramazzotti, nel consunto ruolo di infelice maniaca sentimentale. Qualcosa di stravisto.

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