Ingegneri Rina al Gip, no manomissioni

"Non abbiamo manomesso alcun documento, tantomeno un atto pubblico. Gli atti relativi alla Jolly Nero erano in elaborazione che abbiamo fatto in varie fasi". Si sono difesi così i due ingegneri del Registro italiano navale (Rina), Marco Benzi e Giorgio Ceroni, ai domiciliari da mercoledì, davanti al gip Ferdinando Baldini. "Ogni singola decisione sulla Jolly - hanno spiegato - è stata presa dopo accurate verifiche e controlli. Non è stato cambiato nulla mettendo a repentaglio la sicurezza". Il loro difensore, l'avvocato Mario Scopesi, ha chiesto la revoca dei domiciliari e il giudice deciderà la settimana prossima. Nel pomeriggio Benzi verrà sentito dal pm Walter Cotugno che coordina l'inchiesta del primo gruppo della guardia di finanza. I due sono accusati di falso e accesso abusivo nel sistema informatico nell'ambito dell'inchiesta sulle false certificazioni rilasciate a navi mercantili e passeggeri. Nell'inchiesta sono indagate 35 persone tra Rina, capitaneria di porto e compagnie di navigazione.

ANSA

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